Croda Granda

Tempo salita: ore 4,00
Percorso intero:  ore 7,30 dislivello salita: m. 1.650
Percorso EE 1° impegnativo e lungo da non sottovalutare e con qualche problema di orientamento sotto al passo delle Scalette
Cartografia: Tabacco foglio 022 Pale di San Martino

Dal Rifugio Cavallera (1680m) si prende il sentiero 720 che arriva dopo pochi minuti al Bivacco Menegazzi, quindi si sale accanto alla colata di sassi che scende lungo il pendio, si guadagnano circa 200 metri di dislivello fino ad un grosso masso (frecce lignee datate). Si procede a dx oltre il letto di sassi in ripida salita. Sempre a sinistra, arriviamo a toccare i primi contrafforti rocciosi e ne seguiamo la base, indovinando la prosecuzione del tracciato (segnavia a volte molto distanti fra di loro).
Evitando la forcella sopra di noi e una vecchia variante del sentiero che scende dalla Forcella delle Mughe, tagliamo tutte le ghiaie verso destra seguendo i pochi omini portandoci a ridosso della parete più accessibile. Questa si trova nelle carte indicata come passo delle Scalette. Il passaggio, ben gradinato e segnalato, supera lo sbalzo di una quindicina di metri dove bisogna usare le mani e avere passo sicuro, soprattutto nel piccolo canale finale. Si continua passando alla destra della Cima del Vani alti sul piano spoglio, dove si intercetta anche il sentiero che passa attraverso la Forcella dei Vani Alti (m 2519).
Verso Sud alle nostre spalle ora svetta il Sass da Camp mentre noi si continua per l’opposto spallone sassoso sotto le Creste dei Vani alti fino ad arrivare in vista del Bivacco Reali. Finalmente ci si ritrova al cospetto della Croda Granda che si staglia sulla nostra destra al di là di un inciso vallone che dovremo attraversare (perdita di quota da non sottovalutare). 
Con prudenza costeggiamo il salto sulla stessa Valle Sprit, andando a scendere per buon sentiero sui massi fortemente solcati dall’erosione che sostengono il Bivacco Reali (punto d’appoggio ben attrezzato e pulito con 9 posti branda).
Oltre la piazzola per l’elicottero ci si abbassa seguendo gli omini che ci guidano fra i profondi solchi e i salti segnalandoci la via più semplice per la Forcella Sprit (m 2573). Nei pressi della forcella una traccia attacca diagonalmente a destra un primo nevaio (fino a metà giugno solitamente) e i ghiaioni soprastanti. Si sorpassa un rigolo d’acqua (unica sorgente di acqua in tutta la zona utilizzata da alcuni in emergenza) e si sale per un facile diedro scalinato fino a un una comoda cengia (1° inf.) e da qui entriamo sul cono di ghiaie che si vedono dal Bivacco. Scegliendo il percorso più stabile nello sfasciume, piuttosto a sinistra, si punta all’intaglio superiore che divide la Croda Granda dalla Cima dei Róndoi. Qui, restando sempre al di sotto della cresta, si sale paralleli alla stessa, guadagnando quota velocemente passando per qualche tratto poco esposto di semplice arrampicata (1°) e qualche tratto dove si procede camminando. Resta ancora qualche strappo per vincere i balzi prima della cima seguendo i segni verdi. Una Madonnina e il libro di vetta ci si presentano di fronte sul punto più alto (2849m).

Discesa per lo stesso sentiero (circa 3 ore e mezza fino al Rif Cavallera) prestando attenzione ai ghiaioni fino alla base della Forcella Sprit che in discesa possono rivelarsi sdrucciolevoli.